sabato 9 gennaio 2021

Carmina Burana-Carme XI -traduzione di Gabriella Rouf




Carmina Burana

XI

il Denaro in questa età

sulla Terra  e sua Maestà:

I re adorano il Denaro e gli fan da servitori,

gli van dietro in turba nera frati monaci e priori,

al Denaro fanno ressa i canonici e curiali,

. il Denaro che decide in concili e tribunali,

il Denaro fa la guerra, fa la pace, e guerra ancora,

il Denaro con le liti porta i ricchi alla malora,

ed il misero dal brago alla porpora solleva,

ogni cosa compra e vende, ciò che ha dato poi rileva,

il Denaro è  menzognero, ma verace per il mondo

ch. in suo nome fa spergiuro e si danna il moribondo.

Il Denaro è adulatore, ma tradisce chi gli crede,

per gli avari è dio, per gli avidi è speranza e sola fede,

dell’amore delle donne fa il Denaro merce infame,

le p. sozze meretrici fa il Denaro grandi dame,

ai più nobili il Denaro toglie onore, tempra, zelo,

il Denaro crea più ladri che ce n’è di stelle in cielo.



Chi ha Denaro scansa il danno, il pericolo e la legge,

se in giudizio vien chiamato, il Denaro lo protegge,

ove bianco lui lo dica, non fia nero per nessuno,

ed il bianco saà. nero, ove lui lo dica bruno,

chè al Denaro la sentenza dirà sempre ".E' suo diritto!"


Se il Denaro ha la parola, chi non l’ha rimane zitto,

lui ribassa l’uomo onesto ed eleva intrigo e inganno,

ai sapienti acceca gli occhi, morde i cuori, se ce l’hanno.

Col Denaro l’ignorante far. sfoggio di cultura,

ed av ,pur falsi, amici, avrà il medico e la cura.

Sulla mensa del Denaro piatti pieni e piena pancia,

pesci in salse prelibate, cacciagione e vin di Francia.

Il Denaro porta veste sontuosa e risplendente,

e la stoffa vien dall’India, e le gemme dall’Oriente,

e la gente acclama ciò che lui dà per bello e caro,

ogni torre, ogni castello si consegna al re Denaro.

Il Denaro . venerato pel potere che ne emana:

cura, lega, scioglie, taglia, brucia, accumula ed appiana,

fa prezioso il rozzo, dolce fa l’amaro, il poco, troppo,

ed il sordo par che oda e fa correre lo zoppo.

Sul Denaro di il p ed il meglio: vidi io stessa

il Denaro che cantava celebrando la sua messa,

il Denaro, sì, cantava, e si dava la risposta,

il Denaro, sì, cantava, e con bieca faccia tosta,

sogghignava, nel vedere l’uditorio abbindolato.

Senza lui, non vi è rispetto, e nessuno viene amato,

ma per quanto uno sia lercio, abbia colpe e brutta fama

il Denaro ".é un galantuomo!" senza remore proclama.


Detto questo, a tutti è chiaro

quanto regni il re Denaro.

Ma crollasse quanto prima

la sua gloria e la sua stima,

vale la Saggezza sola

di non stare alla sua scuola.


sta  in 

TRADUZIONI N E C E S S A R I E


I  LIBRI DEL  COVILE 


https://www.ilcovile.it/raccolte/A5_Traduzioni_necessarie.pdf



I Carmina Burana costituiscono un corpus di testi poetici medievali dell'XI e del XII secolo, prevalentemente in latino, tramandati da un importante manoscritto contenuto in un codice miniato del XIII secolo, il Codex Latinus Monacensis 4660 o Codex Buranus, proveniente dal convento di Benediktbeuern (l'antica Bura Sancti Benedicti, fondata attorno al 740 da San Bonifacio nei pressi di Bad Tölz in Baviera). Il codice è custodito nella Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera.


https://it.wikipedia.org/wiki/Carmina_Burana

domenica 3 gennaio 2021

The New Pope L'Ultimo Angelus di Giovanni Paolo III






Anche i Papi dagli occhi bistrati piangono. Perché, infine comprendono che la loro forza abita nella loro debolezza. La tortuosa e perigliosa strada verso la pace intrapresa da Sir John Brannox arriva finalmente a destinazione. Come un consumato istrione, Giovanni Paolo III sa bene come andare in scena. E dal palco privilegiato di Piazza San Pietro, il giorno dell’Angelus, il momento in cui si santifica il mistero dell’incarnazione, il nuovo pontefice rivela la propria natura. Un uomo tra gli uomini. Un Peccatore tra i peccatori. Persino il più ostinato tra i miscredenti può comprendere quanto il peso di Dio abiti nelle frasi pronunciate da Sir John. Incorniciato dai panneggi di velluto rosso, il capo della Chiesa, in virginale abito bianco, al pari di Charles Baudelaire, mette il proprio cuore a nudo e ricorda “Le ragazze che ci hanno snobbato. I ragazzi che ci hanno abbandonato. Gli estranei che ci hanno ignorato. I Padri e le madri che ci hanno equivocato. Tutti i lavori che ci hanno negato. I Maestri che hanno dubitato di noi. I bulli che ci hanno picchiato. I fratelli che ci hanno deriso. Gli amici che ci hanno lasciato soli. I conformisti che ci hanno allontanato. I baci che ci sono stati negati perché nessuno ci vedeva.” Sir John sa che essere è essere percepiti e la percezione, Bauer insegna, è tutto. Non c’è gerarchia né dolore, la sofferenza non è uno sport. Tra anoressia e bulimia tra acne e smagliature, tra calvizie e obesità, Giovanni Paolo III ha il coraggio di sprofondare nell’abisso della nostra insignificanza, della nostra imperfezione. Lo strazio di non appartenere a niente, l’afflizione di essere meno di zero.  Ma se non si fa parte del mondo, è tempo di essere contro il mondo. Bisogna percepirsi come la soluzione e non più come il problema. Trovare il proprio posto. E per il Papa quel posto è la Chiesa. Siamo tutti miserabili rottami. Ma mai più verremo dimenticati."


https://tg24.sky.it/spettacolo/serie-tv/2020/02/07/-the-new-pope-episodio-9-recensione 

sabato 2 gennaio 2021

I Versi aurei di Pitagora TESTO GRECO e traduzione italiana a cura di https://www.visionealchemica.com/i-consigli-o-versi-aurei-di-pitagora/

 

 



TESTO  GRECO IN PDF   sta in


https://www.facebook.com/groups/2891067971119411/permalink/3469949613231241

file:///Users/A2-14/Downloads/pitagora_-_versi_aurei%20(1).pdf


i link citati presentano anche una traduzione italiana  .Non può essere trasferita  con il  sistema  del "copia ed incolla "


Venera anzitutto gli Dei immortali secondo la legge, e serba il giuramento.

Onora poi i radiosi Eroi divinificati e ai daimoni sotterranei offri, secondo il rito.

Anche i genitori onora e chi a te per sangue sia più vicino.

Degli altri, fatti amico chi per Virtù è il migliore imitandolo nel calmo parlare, nelle azioni utili.

Per lieve colpa, non adirarti con l’amico sinché tu lo possa. Presso il potere vige la necessità.

Queste cose sappi, e queste altre domina: il ventre anzitutto e. così pure sonno, sesso e collera.

Non far cosa che sia turpe in faccia ad altri o a te stesso; ma soprattutto rispetta te stesso.

Poi con le opere e la parola esercita la giustizia.

In ogni cosa, di agir senza riflettere perdi l’abitudine.

Delle ricchezze e degli onori, accetta ora il venire, ora il dipartirsi.

Di quei mali, che per daimonico destino toccano ai mortali, con animo calmo,

senz’ira sopporta la tua parte pur alleviandoli, per quanto ti è dato: e ricordati che non estremi sono quelli riservati dalla Moira al Saggio.

Buono o cattivo può essere il parlare degli uomini; che esso non ti turbi, non permettere che ti distolga. E se mai venisse detta falsità, ad essa calmo opponiti.

Ciò che inoltre ora ti dirò, in tutto osservalo: che nessuno, con parole o con atti,

ti porti a dire o a fare cosa che per te non sia il meglio.

Prendi consiglio prima di agire a che non ne seguano effetti funesti.

Fare o dire cose futili e sciocche è da uomo misero; tu, invece, fa cose di cui non abbia a pentirti.

Nulla, dunque, di cui non sappia; scorgi quel che davvero ti è necessario – e felice sarà la tua vita.

Non conviene trascurare la salute del corpo.

Nelle bevande, nel cibo, negli esercizi ginnici serba misura. La misura, dico, che da ogni turbamento ti preserverà.

Abituati ad una vita monda e priva di mollezze e astienti dal far ciò che attira l’invidia.

Non spendere avventatamente, come chi ignora quel che vale, senza però essere gretto:

la misura in ogni cosa è la perfezione.

Fa dunque quel che non ti nuocerà, riflettendo bene prima di agire.


Dalla dolcezza del sonno sorgendo fissa con cura tutto ciò che nella giornata farai, e [a sera] i tuoi occhi, ancorché stanchi, non accolgano il sonno senza esserti prima chiesto quel che facesti: Dove son stato? Che cosa ho fatto? Che cosa ho omesso di quel che avrei dovuto fare? Cominciando dalla prima azione fino all’ ultima, e di nuovo tornandovi.

Se hai compiuto cose, spregevoli, correggiti; se hai rettamente agito rallegrati.

Queste cose sforzati di fare, a queste cose applicati, con fervore.

Ed esse ti metteranno sulla via della virtù divina. Sì, per colui che nella nostra anima trasfuse la Tetrade, fonte perenne della natura!


Inizia dunque l’opera, ma prima gli Dèi invoca, a che te la portino a compimento.

Da tutto ciò reso forte, degli Dèi immortali e degli uomini mortali conoscerai l’essenza

e come ogni cosa si svolge e giunge al termine.

Conoscerai anche come sia legge una Natura uguale a sè stessa in tutte le cose.

Così non avrai vani desideri, e nulla ti resterà celato. Saprai che gli uomini soffrono mali da loro stessi scelti. infelici che, avendolo vicino, il bene non vedono né intendono! Pochi conoscono il modo di liberarsi dai mali: a tal segno la Moira offusca la mente dei mortali!

Come trottole qua e là sono sospinti tra urti senza fine.

Funesta loro compagna, una congenita, inconscia irosità li mena a rovina,

irosità alla quale conviene tu non dia esca, né che ad essa resista, ma che devi scansare. Zeus padre, da tanti mali libereresti certamente gli uomini se rivelassi loro quale sia il loro vero daimone!

Ma tu confida, perchè divina è la razza di quei mortali cui la sacra natura manifestandosi parla. Se in te v’ è alcunchè di quella razza, riuscirai in ciò a cui ti esorto. Avendo risanata la tua anima da quei mali la libererai.

Astienti però dai cibi di cui ti dissi. E abbi intelletto, e nelle purgazioni, e nella liberazione dell’anima.Ogni cosa osserva, distingui e valuta, l’intelletto dall’alto eleggendo per guida adeguata. Allora, lasciato il corpo, salirai al libero etere.

Sarai un dio immortale, incorruttibile, invulnerabile.



Nota:

https://www.civico20news.it/sito/articolo.php?id=15541


La tetraktýs (dal greco τετρακτúς, più comunemente traslitterato tetraktys o anche tetraktistetractystetractis) o numero quaternario rappresentava per ipitagorici la successione aritmetica dei primi quattro numeri naturali (o più precisamente numeri interi positivi), un «quartetto» che geometricamente «si poteva disporre nella forma di un triangolo equilatero di lato quattro», ossia in modo da formare una piramide che sintetizza il rapporto fondamentale fra le prime quattro cifre e ladecade: 1+2+3+4=10. «A dimostrazione dell'importanza che il simbolo aveva per Pitagora [c. 575 a.C. - c. 495 a.C.], la scuola portava questo nome e i suoi discepoli prestavano giuramento sulla tetraktys

venerdì 1 gennaio 2021

Ti si raffredda la colazione!




Studente zen: “Ebbene, Maestro, l’anima è immortale, oppure no? Noi sopravviviamo alla morte del corpo, oppure veniamo annientati? Ci reincarniamo veramente? La nostra anima si dissolve e si divide in elementi che vengono riciclati, oppure entriamo, in quanto singola unità, nel corpo di un organismo biologico? Inoltre, conserviamo i nostri ricordi, oppure no? È forse falsa la dottrina della reincarnazione? È forse più giusta la nozione cristiana della resurrezione? E se è così, si risorge in quanto corpi, oppure la nostra anima entra in una sfera spirituale meramente platonica?”

Maestro: “Guarda che ti si raffredda la colazione.”


https://francescodipalo.wordpress.com/2015/03/23/ti-si-raffredda-la-colazione/