domenica 24 ottobre 2021

HIAWATHA*. ad Occidente, ad Occidente-alle Isole dei Beati.




Sostò sulla riva Hiawatha,

si voltò, e partendo agitò la mano nel saluto.

Sull’acqua chiara e lucente

lanciò la sua canoa di betulla per veleggiare;

dai ciottoli della riva

la spinse nell’acqua con vigore;

le mormorò: “Ad Occidente, ad Occidente!”

Ed essa in avanti sfrecciò veloce.

Ed il sole della sera calando

mise a fuoco le nubi con rosso colore,

arse il vasto cielo, come una prateria,

lasciò sull’acqua in superficie

una lunga scia di splendore.

E lungo la sua corrente, come giù per un fiume,

ad Occidente, ad Occidente, Hiawatha

veleggiò verso l’igneo tramonto,

s’immerse nei vapori purpurei,

nella bruma della sera.

… … …

Così se ne andò Hiawatha,

Hiawatha il diletto,

alle Isole dei Beati.


sta in 

http://prometheos.com/LUT/testi/Un_collega_dal_cuore_di_leone.pdf



*https://it.wikipedia.org/wiki/Hiawatha

*https://www.treccani.it/enciclopedia/hiawatha



venerdì 22 ottobre 2021

Liberi dentro. Vivere secondo il Manuale di Epitteto


https://francescodipalo.wordpress.com/2021/10/22/liberi-dentro-vivere-secondo-il-manuale-di-epitteto-pubblicato-in-formato-ebook/


Dalla Introduzione

Con l’affidare alla stampa questa versione del Manuale di Epitteto non mi propongo particolari fini scientifici o filologici. Questo lavoro obbedisce piuttosto a esigenze di carattere pratico e spirituale. Ho fatto una piccola scommessa con me stesso: provare a restituire al Manuale la sua funzione originaria, adattandolo alla sensibilità e all’immaginario collettivo dei nostri tempi. Ovvero, l’ho “riscritto” per me, innanzitutto, e per chi avrà la pazienza di leggerlo con l’intenzione di prendersi cura di sé. Esso è l’ordito di un percorso spirituale alla ricerca della libertà interiore, un percorso che si rinnova da secoli attraverso l’esperienza di molte generazioni di esseri umani.

Composto da Arriano di Nicomedia nella prima metà del II sec. d.C. sulla scorta degli insegnamenti orali del grande filosofo stoico, questo libriccino aveva una funzione eminentemente pratica. Encheirìdion in greco significa, letteralmente, “che sta in mano” (en chèir), che si può facilmente “maneggiare”. Qualcosa, insomma, che ci si può (o ci si deve) portare sempre appresso, perché all’occorrenza serve.

A cosa? A “ben vivere”, nel momento presente, a sbrigarsela con se stessi in rapporto “a ciò che è esteriore” (fatti, persone, vicissitudini), ovvero al saper essere e al saper fare. O, per dirla più chiaramente, al “saper stare al mondo”, affrontando nella maniera più idonea le circostanze che la vita ci pone dinanzi in termini più o meno problematici, col bipartire ciò che è in nostro potere (la sfera personale, il modo in cui consideriamo le cose) e ciò su cui non abbiamo alcun controllo (le cose in sé). Per difendere gelosamente la propria libertà interiore bisogna imparare a riconoscere ed applicare tale differenziazione ai nostri casi concreti. Questo, in essenza, è il messaggio di Epitteto. Ma egli non ci dice solo cosa occorra fare (e perché): ci spiega anche come farlo.

Il Manuale è anche “filosofia” nel senso corrente del termine, d’accordo, quindi si tratta di “pensiero astratto”. La sua funzione, però, non è affatto “astratta”. Conoscere per il gusto di conoscere è una bellissima esperienza. Ma ancor più bella è quella conoscenza che dalla concretezza del vissuto (personale) ascende faticosamente alle vette dell’astrazione per ridiscenderne purificata e fresca come torrente montano, nuova vita e nuove prospettive fornendo all’esser presenti a se stessi nel qui e nell’ora.

Insomma, conosco per stare bene, conosco per provare ad essere felice. E quelle nozioni che mi servono ad affrontare nel modo più tranquillo e dignitoso possibile la quotidianità – da uomo affrancato dall’ignoranza, che calca la terra per il tempo dal destino assegnatogli con libera testa e libero cuore – me le porto dietro, nella memoria e, non si sa mai, anche su carta.

Se il contenuto del Manuale, giunto a noi varcando i secoli, è sempre vivo e vitale, come ben si conviene ad un classico, per restituirlo al compito che dovette attribuirgli Arriano occorreva tentare di ripristinarne l’immediatezza, l’efficacia comunicativa, il suo essere incisivo, mordente. Senza snaturarlo, travisandone il greco, ma, per così dire, lasciandolo parlare alle orecchie, al sentimento e all’intelligenza dei miei contemporanei, come a suo tempo (1825) fece Giacomo Leopardi.

Questo ho provato a fare, nella maniera più semplice possibile, “ri-meditando” paragrafo per paragrafo e rinnovandone l’esercizio spirituale sottostante, di cui lo scritto rappresenta la cifra, la traccia. Per decifrarla è stato necessario – va da sé – chiarire il significato della terminologia e dei concetti filosofici dello stoicismo di Epitteto e della mentalità del lettore del tempo. A ciò provvedono sia gli ampi testi introduttivi che il dizionario posto a conclusione del libro. Una speciale sezione è dedicata alla rassegna degli esercizi sottesi al testo. In queste parti del lavoro si è fatto frequente riferimento alle Diatribe, i dialoghi di Epitteto – sempre trascritti da Arriano – dalla cui rielaborazione è nato il Manuale. Applicando la disciplina giornaliera dello scrivere, il pomeriggio al termine delle mie lezioni di filosofia a scuola, ho avuto sempre presente i miei allievi, le persone, intendo, quelle lì e non altre, cui va la mia riconoscenza. Forse quello che prendo, concretamente, è più di quello che do. A loro mi rivolgo, in prima battuta, com’è naturale (chissà che questo libro non si riveli anche un puntuto strumento didattico!), nonché a chi, giovane o meno giovane (non si è mai troppo vecchi per filosofare! sarebbe come dire che si è troppo vecchi per esser felici …), crede che la filosofia rappresenti ancora una chance di miglioramento di sé e di “buona vita”.

Non è affatto detto che l’alchimia di rinverdire la spiritualità stoica mi sia riuscita. Giudicherà il lettore. Per quanto mi riguarda, ho semplicemente nutrito l’intenzione d’essergli utile. Con la consapevolezza che difficilmente riuscirò a esser utile a chicchessia se avrò fallito nel giovare a me stesso. Questo era quanto dipendeva da me. Per il resto mi affido alla volontà del dio.

Fate di tutto per coltivare il vostro spazio personale, liberatevi dagli abiti di pensiero nocivi, date fiato ed agio al vostro Sé. Cercate di essere felici col riscattate la vostra libertà. La vita è breve e non c’è nient’altro da realizzare se non questo, il massimo bene:

«”Ti sembra un bene la libertà?” — “Il più grande”. — “E chi ottiene il bene più grande, può essere infelice o star male?” “No”. — “Dunque, quanti vedi infelici, inquieti, gemebondi, afferma pure senza esitare che non sono liberi”» (Diatribe IV, 1, 52).

Francesco Dipalo

martedì 5 ottobre 2021

Buddha: la storia dei due cani e il modo di vedere il mondo



https://www.lavocedibolzano.it/buddha-la-storia-dei-due-cani-e-il-modo-di-vedere-il-mondo/


Una donna vide due cani, che in momenti diversi entravano nella medesima stanza e, dopo poco tempo ne uscivano.

Il primo che era entrato, ne uscì scodinzolando con l’aria felice. Il secondo ne era uscito ringhiando e abbaiando. Per questo, la donna si era incuriosita, e decise di entrare nella stanza per vedere cosa ci fosse, e scoprire la ragione delle due diverse reazioni dei due cani. Giunta all’interno della stanza, la donna vide che vi erano una miriade di specchi, distribuiti per tutta la stanza.

Capì così che il cane che era entrato con l’umore felice, aveva potuto trovare, specchiandosi, tanti altri cani felici come lui che lo guardavano, ed era uscito soddisfatto. Il cane arrabbiato aveva potuto incrociare solo cani arrabbiati che lo impaurivano e abbaiavano come lui.



sabato 2 ottobre 2021

IL LIBRO ILLUSTRATO PER L’INFANZIA NELLA TRADIZIONE TEDESCA. M a r is a F a d o n i S t r i k I L B I L D E R B U C H



 

1).P a r t e p r i m a .  D a g l i i n i z i all'epoca Biedermeier

https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_877_Marisa_F_S_Bilderbuch_1.pdf


2)P a r t e s e c o n d a .  H e i n r i ch H o f f m a nn ( 1 8 0 9 – 1 8 9 4  : D e r S t r u wwe l p e t e r ( P i e r i n o P o r c o s p i no ) e g l i a l t r i s u o i Bi l d e r b ü c he r


https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_887_Marisa_F_S_Bilderbuch_2.pdf


3)  P a r t e t e r z a . L ’ e p o c a d ’ o r o d e l B i ld e r b u c h b o r g h e s e

https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_914__Marisa_F_S_Bilderbuch_3.pdf


4)P a r t e Q ua r t a . I l g r a n d e L o t h a r Me g g e n d o r f e r ( 1 8 4 7 – 1 9 2 5 )

https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_930_Bilderbuch_4.pdf


5)P a r t e Q u i nt a . I l B i l d e r b u c h a l l ’ e p o c a d e l J u g e n d s t i l .

https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_969_Bilderbuch_5.pdf


6)P a r t e s e s t a . Ernst Kre i d o l f ( 1 8 6 3 – 1 9 5 6)

https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_982_Bilderbuch_6_Kreidolf.pdf


7)Parte settima. Sue tendenze nel secolo XX.

https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_B_484_Bilderbuch_7_novecento.pdf


8)Parte ottava. Tom Freud e Suska. Il destino di due illustratrici

https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_B_503_Bilderbuch_8.pdf


9).Parte nona e ultima. Anni Trenta-Cinquanta del XX secolo

https://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_B_608__Bilderbuch_9.pdf

sabato 25 settembre 2021

A provocare la distruzione di Sodoma e Gomorra e delle mura di Gerico

desc imgSodoma e Gomorra

A provocare la distruzione di Sodoma e Gomorra potrebbe essere stato un asteroideil Corriere rilancia uno studio - pubblicato sulla rivista Nature - che collega il noto episodio biblico «con la distruzione di un villaggio a nord del mar Morto a causa di un oggetto piovuto dal cielo, un piccolo asteroide o più probabilmente una cometa o un suo frammento, avvenuto intorno al 1.600 a.C.». Un pool internazionale composto da 21 studiosi provenienti da Usa, Canada e Repubblica ceca hanno portato avanti per quindici anni una campagna di scavi presso la località di Tall el-Hammam, nell'attuale Giordania, recuperando "dati consistenti" a supporto della tesi che la cittadina sia stata distrutta "in modo rapido da un oggetto arrivato dallo spazio". Gli esperti hanno ricostruito un quadro a tinte apocalittiche: «un giorno il villaggio venne investito dall’onda urto provocata dall’esplosione di un oggetto a 4 chilometri d’altezza che entrò nell’atmosfera a una velocità di 61 mila chilometri all’ora», un'esplosione dalla potenza "pari a quella di mille bombe atomiche" capace di provocare "una pressione di 50 tonnellate al centimetro quadrato".

Dopo l'esplosione «la temperatura salì rapidamente a 2 mila gradi. Tutto prese fuoco: metalli e mattoni si sciolsero in pochi minuti. L’intera città venne distrutta, difficilmente qualcuno dei suoi 8 mila abitanti riuscì a salvarsi». Dai calcoli degli studiosi, pochi minuti dopo aver investito la località giordana «l’onda d’urto arrivò a Gerico, distante solo 22 chilometri, e potrebbe aver danneggiato o distrutto le sue famose mura», il cui crollo - non vi sarà sfuggita la coincidenza - è oggetto di un altro celebre racconto biblico.

mercoledì 25 agosto 2021

Il Green Pass e il Prof Andrea Camperio Ciani, ordinario all’Università degli studi di Padova per le cattedre di Etologia, Psicobiologia e Psicologia evoluzionistica,

 

Tertium non datur ma non sempre di Mirella Violi – DeliaPress.it

PREMESSA 


Sul piano delle idee e delle opinioni io non condivido le motivazioni del docente Andrea Camperio Ciani che ha di fatto e di diritto presentato le sue dimissioni totali dall'Ateneo di Padova a seguito di un decreto del Rettore con il quale si  statuisce "l’obbligatorietà della tessera Green pass per svolgere lezioni"

Non conosco le procedure giurisdizionali dell'università e quindi non so se il docente avrebbe potuto adire,attraverso il contenzioso amministrativo, un giudice della Repubblica per porre la questione sull'illegittimità del decreto settoriale. Constato che ha eventualmente azzerato questa possibilità e ha presentato le sue dimissioni ,anzi come egli scrive in conclusione "Sono quindi fiero di rimetterle il mio mandato ed attendo il suo decreto di licenziamento."

Link del testo della lettera del docente al Rettore


https://r2020.info/2021/08/25/prof-camperio-ciani-green-pass-come-tessera-fascista-se-obbligatorio-mi-dimetto-da-universita/?fbclid=IwAR06fdLA12HMRNxU772ztiRVsxZ_rkaKTbrqe1aXgFn-UTkHSPFR9A_LLko


ESITO 


Ora e tuttavia  se io fossi un militante no Green Pass  e se fossi anche dipendente  sia nel pubblico impiego sia  nel comparto privato e se fossi iscritto ad un ordine professionale  vincolante per il mio lavoro..mi sentirei spiazzato dalla scelta del docente il quale con correttezza gioca con il suo posteriore e con il suo portafoglio e non con quello degli altri. 

Il docente ricorda i pochissimi docenti universitari (probabilmente in tutto dodici ) che  non volendo giurare fedeltà al fascismo, lasciarono l'università..Orbene  se si è convinti  come ne è convinto il docente, che il Green Pass reso obbligatorio è una scelta autoritaria e fascista e se tale obbligatorietà è  sancita da atti amministrativi (dei legali rappresentanti degli uffici e degli ordini professionali )immediatamente esecutivi e non impugnabili per procedura d'urgenza  ,per tali cittadini convinti dell'equivalenza   Green Pass=nazifascismo ,non resta per dignità di coscienza che  la soluzione del docente.

Tertium non datur.

Certo mi si potrà dire che il docente e gli iscritti ad alcuni ordini professionali hanno anche la possibilità economica di poter fare il bel gesto  e in fondo non rischiano nulla neppure per il futuro. Si possono riciclare serenamente e in termini di prestigio e in ambito di portafoglio. Invece moltissimi  oppositori del Green Pass e sostenitori dell'equazione  possono non avere questa possibilità.

Giusto. ma "al tempo" .... Se l'opposizione al Green Pass nell'ambito dell'equazione che  viene proposta. è scelta etica di libertà e di dignità ed è non negoziabile...il docente Camperio Ciani vi ha tracciato la strada altrettanto unica e non negoziabile. 

Tertium non datur.. E non c'è  posizionamento provvisorio che tenga. Il docente vi ha detto "Hic Rhodus, hic salta"


Insomma  vi ha messo davanti allo specchio della vostra stessa identità culturale, etica e politica. 

NON VI HA FATTO UN FAVORE. 






giovedì 10 giugno 2021

William Ernest Henley, Invictus

William Ernest Henley, Invictus. (Henley rimase vittima del morbo di Pott, che a 17 anni lo costrinse all'amputazione di una gamba. Nonostante ciò, non si perse d’animo, continuò i suoi studi e divenne poeta, giornalista ed editore. Visse fino all’età di 54 anni, seppur con una protesi artificiale. La poesia Invictus fu scritta proprio sul letto di un ospedale nel 1875.)





Ringrazio gli dei qualunque essi siano

Per la mia indomabile anima.

Nella stretta morsa delle avversità

Non mi sono tirato indietro né ho gridato.

Sotto i colpi d'ascia della sorte

Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime

Incombe solo l'orrore delle ombre.

Eppure la minaccia degli anni

Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio, 

quanto piena di castighi la vita,

Io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima.


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