venerdì 29 luglio 2022

Citazioni "un po' così" tra follia e fiaba iniziatica. quarta parte 29 Luglio 2022-Contaminatio e Meticciato




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C’era una volta, una donna bellissima, che si chiamava Medusa. C’era una volta, un dio bellissimo, che si chiamava Poseidone.

Medusa e Poseidone s’innamorano e decidono di giacere insieme, ma compiono il loro atto nel Tempio di Athena.

Athena si indigna e trasforma Medusa in un mostro serpentino, che pietrifica tutti coloro che la osservano.

Athena è la signora del potere razionale, ordinatore, civilizzatore. Non a caso è il simbolo della polis, delle leggi, dell’organizzazione dell’esercito e persino dell’artigianato.

Al contrario, il Dio del Mare - antico Signore delle acque che rendono fertili la Terra - e Medusa sono signori delle grandi potenze emozionali, che sgorgano dai profondi recessi dei mari e delle terre.

Medusa e Poseidone si uniscono, cioè giungono al limite estremo delle forze passionali: l’estasi. 

Ma compiono l’errore di stabilire l’estasi nella  casa della Ragione - il Tempio di Athena.

La Ragione non può tollerare l’Estasi, del resto, l’Estasi è follia e la follia non può dominare la civiltà, o sarebbe il caos.

Perciò Athena e Poseidone sono irriducibili nemici, senza che nessuno abbia veramente torto o ragione.

Quella volta, però, le Emozioni e l’Estasi avevano fatto irruzione volontaria in “campo nemico” e Athena aveva diritto di difendersi: trasformerà Medusa in un essere mostruoso, destinato a pietrificare chiunque lo guardasse.

Proprio come, spesso, davanti alla ragione, le emozioni troppo grandi …ci pietrificano.

La grandezza del mito greco…

Ma aggiungo: la storia non finisce qui. Perseo, un eroe, riuscirà a tagliare la testa a Medusa. Dal suo collo sgorgano due fiotti di sangue: uno dà vita a Crisaore - il portatore delle Armi d’Oro - e l’altro è un bellissimo cavallo, con due immense ali. 

Si chiama pegasos - colui che sta presso le Sorgenti - e con le sue ali può volare alto nei cieli, e incontrare gli Dèi.

Pegaso è il simbolo di quanto le emozioni possano farci volare in alto, nei cieli, se siamo capaci di “tagliare la testa” alla nostra Medusa


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Le avventure di Pinocchio sono un percorso iniziatico scandito secondo le fasi dell’opera alchemica: riassumere in poche righe i tanti simboli a sostegno di questa tesi, non è agevole e sarebbe anche prosa noiosa per il lettore che sicuramente ricorda l’episodio della lapide della bambina dai capelli turchini abbandonata dal suo fratellino Pinocchio.. . il principio dell’iniziazione del burattino ammesso ad una prima gnosi effettiva: la seconda . . .nel ventre della balena dove il burattino Pinocchio rinviene una candela, un tavolo, residui di cibo, cioè gli ingredienti di un momento di un cerimoniale iniziatorio ancor oggi praticato nelle logge libero-muratorie: il cosi detto Gabinetto di riflessione13). Anche il burattino Pinocchio impiccato come l’Appeso dei tarocchi è parte del percorso iniziatico14). Poco interessa che Carlo Lorenzini/Collodi sia stato affiliato ad una loggia moratoria, fatto non fondamentale ai fini della comprovata conoscenza iniziatica, in quanto Lorenzini/Collodi può aver ritrovato altre vie, altri percorsi per conseguire l’iniziazione15): è fondamentale, di contro, constatare che Pinocchio è un percorso iniziatico sotto forma di racconto nel quale sono presenti una serie di simboli da attraversare o superare per passare dal male al bene: così lo è, con diversi valori, la Divina Commedia.



Quirino pittore, dice alla moglie sospettosa: “ Perché pensi sempre al tradimento, perché pensi a una donna? Ti preoccupi delle donne, e invece io, guarda, potrei tradirti con un paesaggio”. Immagine infelice! Da quel giorno la moglie si scopre una vera umoristica: “Ha telefonato un paesaggio” dice. Oppure: “Come sta il tuo Corot?” E infine un giorno in campagna: “Guarda che bel culo ha questo tramonto”.
Ennio Flaiano  (Le ombre bianche - Occasioni, Alfabeto 1972)






Nel dipinto “il Bacio di Dante e Beatrice”di Roberto Ferri, risalta il bianco indice di purezza di Beatrice e il Rosso della  passione di Dante, che si fondono. Dante cinge con il braccio scoperto il volto di Beatrice, un corpo ispirato a canoni contemporanei, e sta per baciarla.



sabato 16 luglio 2022

Citazioni "un po' così" tra follia e fiaba iniziatica. (terza parte. 16 Luglio 2022)


Centinaia di sequoie giganti, tra le più alte e antiche al mondo, sono minacciate da un mega incendio scoppiato nello Yosemite National Park, in California. Nelle ultime 24 ore la portata delle fiamme è raddoppiata e si stima che abbia bruciato 1.591 acri. I vigili del fuoco stanno lavorando senza sosta dal 7 luglio su un terreno difficile per salvare le circa 500 sequoie minacciate. Tra queste anche la famosa Grizzly Giant che si pensa abbia circa tremila anni. Le sequoie giganti sono alcuni degli alberi più grandi del pianeta.


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La prima parte sta in 


https://lapocrifo.blogspot.com/2022/06/citazioni-un-po-cosi-tra-follia-e-fiaba.html


La seconda parte sta in

https://lapocrifo.blogspot.com/2022/06/citazioni-un-po-cosi-tra-follia-e-fiaba_25.html


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Ho domandato ad una bambina: 'Chi comanda in casa?' 

Sta zitta e mi guarda. 

'Su, chi comanda da voi: il babbo o la mamma?' 

La bambina mi guarda e non risponde.

'Dunque me lo dici? Dimmi chi è il padrone.' 

Di nuovo mi guarda, perplessa. 

'Non sai cosa vuol dire comandare?' 

Sì che lo sa.

'Non sai cosa vuol dire padrone?' 

Sì che lo sa.

'E allora?' 

Mi guarda e tace. Mi debbo arrabbiare? O forse é muta, la poverina. Ora poi scappa addirittura, di corsa fino in cima al prato.

E da lassù si volta a mostrarmi la lingua e mi grida, ridendo: 

'Non comanda nessuno, perché ci vogliamo bene!'. 

Gianni Rodari

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"Il surreale è parte stessa della realtà, perché la nostra reale percezione del mondo è composta dal quotidiano e dall’immaginazione."

(Siro Ferrone)

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Le fiabe non temono l’esperienza; anzi, esse fanno di

tutto per dare voce a delle verità, almeno alcune, che

provengono dal più profondo vissuto del soggetto. In tal

senso questi racconti, che certamente sono di finzione,

altrettanto certamente pretendono dar voce ad alcune

verità sull’esperienza umana

(da Silvano . PETROSINO, Le fiabe non raccontano favole.

Credere nell’esperienza) 

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Andromeda

John Roddam Spencer Stanhope (British,1829-1908)

https://www.facebook.com/groups/213794150327/posts/10166214197500328/


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PIN-OCCHIO - IL SIGNIFICATO ESOTERICO DELLA FAVOLA

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mercoledì 6 luglio 2022

Abolire il carcere. Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini


Non è una provocazione. Nel 1978 il parlamento italiano votò la legge per l'abolizione dei manicomi dopo anni di denunce della loro disumanità. Ora dobbiamo abolire le carceri, che, come dimostra questo libro, servono solo a riprodurre crimini e criminali e tradiscono i principi fondamentali della nostra Costituzione. Tutti i paesi europei più avanzati stanno drasticamente riducendo l'area del carcere (solo il 24 per cento dei condannati va in carcere in Francia e in Inghilterra, in Italia I'82 per cento). Nel nostro paese chi ruba in un supermercato si trova detenuto accanto a chi ha commesso crimini efferati. Il carcere è per tutti, in teoria. Ma non serve a nessuno, in pratica. I numeri parlano chiaro: la percentuale di recidiva è altissima. E dunque? La verità è che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani non ha idea di che cosa sia una prigione. Per questo la invoca, ma per gli altri. La detenzione in strutture in genere fatiscenti è sovraffollate deve essere quindi abolita e sostituita da misure alternative più adeguate, efficaci ed economiche, capaci di soddisfare tanto la domanda di giustizia dei cittadini nei confronti degli autori di reati più gravi quanto il diritto del condannato al pieno reinserimento sociale. Il libro indica dieci proposte, già oggi attuabili, per provare a diventare un paese civile e lasciarci alle spalle decenni di illegalità, violenze e morti. Postfazione di Gustavo Zagrebelsky.




“Abolire il carcere”, il pamphlet illuminista rilancia la sfida


"Abolire il carcere di Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone, Federica Resta, edito da Chiarelettere, non somiglia in niente alla gran parte dei saggi italiani che circolano oggigiorno. Al posto delle dispute di scuola, l’osservazione diretta della realtà di cui si scrive. Al posto delle descrizioni scorate e orfane di pars costruens un decalogo di proposte cui manca solamente la buona volontà per essere applicate. Al posto di una sola voce, e gravata dai dettagli biografici, quattro autori che si avvicendano nei diversi capitoli in modo indistinguibile ma contribuendo ognuno con un’ottica e una professionalità sue alla tesi condivisa
Con le loro stesse parole: “Il carcere non costituisce un efficace strumento di punizione, dal momento che quanti vi si trovano reclusi sono destinati in una percentuale elevatissima, più del 68 per cento, a commettere nuovi delitti”. E per dimostrare quanto e come il carcere sia inutile, i quattro autori procedono lungo i capitoli del saggio con una strategia argomentativa da veri e propri illuministi. In principio sfatano il mito che il carcere sia sempre esistito, indagando la storicità della pena detentiva


..Dieci cose da realizzare subito, dieci presupposti per un percorso di avvicinamento all’abolizione definitiva del carcere, dieci proposte concretissime che vanno dal superamento dell’ergastolo alla riduzione della carcerazione preventiva, dalle misure alternative alla detenzione fino alla soppressione della detenzione minorile. Ma non solo...




Sono state le leggi ordinarie, modificabili da qualsiasi maggioranza parlamentare, a introdurre l'idea che la risposta sanzionatoria dello Stato alla violazione delle leggi penali debba consistere nella privazione della libertà per un determinato periodo di tempo. E un simile concetto non lo si trova da nessun'altra parte e tantomeno nella Costituzione...
La pena detentiva troppo frequentemente corrisponde di per sé a un trattamento contrario al senso di umanità, al punto da generare il sospetto che essa sia - in sostanza - una pena inumana. E si dimostrerà ancora come sempre la pena detentiva - nella grande maggioranza dei casi - non tenda alla "rieducazione" del condannato, ma costituisca una sua degradazione fino a connotarne tragicamente il destino. D'altro canto, la Costituzione non parla mai di carcere, né di pena detentiva. Anche se i costituenti conoscevano solo il carcere (per averlo personalmente scontato durante il regime fascista) e la pena capitale, in modo saggio e miracolosamente lungimirante non aggettivarono le pene, lasciando campo libero a un legislatore che voglia cambiare radicalmente la fisionomia delle sanzioni penali. Siamo dunque autorizzati a osare.




Abolire il carcere significa, cioè, mettere in atto una serie di misure e provvedimenti capaci progressivamente ma concretamente di rendere la cella superflua, di ridurre la sua apparente necessità e ineludibilità: e di lavorare affinché costituisca davvero l’extrema ratio.

https://www.ilriformista.it/perche-il-carcere-e-un-pericolo-per-la-nostra-societa-e-va-abolito-270412/

sabato 25 giugno 2022

Citazioni "un po' così" tra follia e fiaba iniziatica. ( seconda parte. 25 giugno 2022)

 

La prima parte sta in 

https://lapocrifo.blogspot.com/2022/06/citazioni-un-po-cosi-tra-follia-e-fiaba.html





Aveva imparato che i sogni non erano altro che lontani, seducenti castelli in aria, che nessun desiderio al mondo poteva far scendere sulla terra. E se vi si abbandonava, lo faceva con inquietudine e malgrado il biasimo di una voce interna che non cessava di rimproverarle di essere come l'alcolizzato, che sa che la sua passione è la sua rovina e che ogni nuova ubriacatura sottrae forze al suo debole organismo per aumentare invece quelle della sua intemperanza; la voce però l'ammoniva invano, perché vivere sobri, senza il vizio radioso dei sogni, era come non vivere: la vita non aveva altro valore che quello che le davano i sogni.

Identificata una particella che esiste solamente per un miliardesimo di miliardesimo di secondo- 23 Giugno 2022




Un team di scienziati dell’Università Statale dell’Iowa ha confermato l’esistenza, fino ad ora sempre ipotizzata, di una particolare particella. James Vary, docente di fisica e astronomia, aveva per primo ipotizzato l’esistenza del tetraneutrone, una particella con una vita brevissima, un miliardesimo di miliardesimo di secondo. La scoperta sperimentale appena annunciata di un tetraneutrone apre le porte a nuove ricerche e potrebbe portare a una migliore comprensione di come l’universo si sia formato.


https://www.scienzenotizie.it/2022/06/23/identificata-una-particella-che-esiste-solamente-per-un-miliardesimo-di-miliardesimo-di-secondo-4556726?fbclid=IwAR0n71YHPGmibjvQv-Zd1BP2KnseQ_Y3T7WH_VCR-ILow7Nnpf4tU1dqQfc



Storia di una Strega.  

Non aver fretta, e non aver paura.

Scegli quello che ti sembra giusto, ma, ogni tanto, quando puoi, anche quello che ti fa felice.

Se non ti vengono le parole, lascia che siano i tuoi occhi a parlare. E impara a leggere gli occhi degli altri, impara a capire quel che non ti dicono.

Ascolta il silenzio, fagli tutte le domande più scomode che ti vengono in mente. Non lasciarti fermare dalla paura per fare le cose che devono essere fatte.

Scappa quando devi, fermati quando puoi: c'è un momento per seminare e un momento per raccogliere - impara a distinguerli, impara ad assaporare entrambi. 

Ascolta il tuo corpo e rispettalo: riposati quando te lo chiede, mangia quando hai fame e ogni tanto ubriacati - di vino, di amore o di qualche sogno. Cammina da sola su una spiaggia o in mezzo ad un bosco, piangi se ne hai voglia - ma cerca sempre di ridere di più. 

Lascia correre ma non dimenticare: pretendi rispetto ma domandati se anche tu lo porti. Impara ciò che ogni botta ha da insegnarti ma non accettare le ingiustizie. 

E ricorda sempre che ciò che ti rende strana o diversa non è necessariamente una debolezza. 

(Catherine Black)


https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02NxU3LKFC8GPb4FhJoVHEN9nLSRJRshePDhDgqHv8msz3qiPKpXpi6uk5DqiPnVqbl&id=564857406994010



Due Coglioni, in nome e per conto di un’umanità di affini, esprimono il proprio "scoglionamento" su questioni ordinarie e si interrogano, da par loro, sui massimi sistemi.

Dall’uno al molteplice, da Platone a Rino Gaetano, dal misurabile all’immenso, per arrivare a comprendere che nella vita ci vogliono almeno tre C: Coglioni, Culo e una terza, a scelta. Noi ci mettiamo il Cuore, perché siamo Due Coglioni.

Un piccolo saggio di filosofia di vita da leggere
Un piccolo saggio di filosofia di vita (in versione eBook - formato ePub), irriverente e divertente, mai volgare, anzi di assoluta piacevolezza e levità, in cui ogni pagina offre spunti di riflessione su temi di ordinaria e universale quotidianità. Riesce difficile attribuire a uno dei due autori la palma di “migliore”, tanto perfetta è la fusione tra il tratto essenziale e godibile di Gerry Turano e la descrizione concisa, ilare e filosoficamente ineccepibile di Francesca Romana Mormile. Il tutto condito da titoli d’Autore che stimolano il desiderio di raggiungere subito l’ultimo rigo di ogni pagina, e lasciano il desiderio di tornare a rileggerla per goderne ancora. 


https://www.darioflaccovio.it/ebook/1220-due-coglioni-prontuario-di-etica-del-cazzeggio.html



Unicorno in grembo a una vergine

http://enluminures.fr/portfolio/licorne-vierge-enluminure/




Di Emil Cioran 




Casa di Patti Smith a Rockaway beach.




“Il sogno di Dante” ( titolo completo dell’opera: Dante’s Dream at the Time of the Death of Beatrice) è un dipinto (olio su tela, cm 216 × 312,4) realizzato nel 1871 dal pittore e poeta britannico, tra i fondatori del movimento artistico dei Preraffaelliti, Dante Gabriel Rossetti, ed attualmente conservato presso la Walker Art Gallery, di Liverpool, nel Merseyside, in Inghilterra.




venerdì 24 giugno 2022

Citazioni "un po' così" tra follia e fiaba iniziatica. (prima parte. 24 giugno 2022)

Sulla simbologia sacra del mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto



Iscritto nel piano della chiesa, il corpo di Cristo è come ‘inchiodato’ alla croce degli assi del cielo: la sua testa riposa a Est, i suoi piedi sono disposti a Ovest, e le sue braccia si stendono verso il Nord e il Sud. La corrispondenza fra la croce cardinale e la croce della Passione viene attestata dalla tradizione. Secondo i Padri della Chiesa Girolamo e Basilio, la croce degli assi celesti è la prefigurazione, nel cosmo, della croce del martirio alla quale fu inchiodato il Salvatore. »



https://axismundi.blog/2019/02/27/sulla-simbologia-sacra-del-mosaico-pavimentale-della-cattedrale-di-otranto/?fbclid=IwAR0qZVSQ_aosTTSB454VRu12ceKCsZqdC3eHsN3ugPI_HVAYaG8qNQm9Mjs



antica iscrizione iraniana: Una pietra che può trovare posto in un muro non rimarrà mai inutilizzata.

https://www.expartibus.it/dalla-pietra-grezza-alla-pietra-levigata/


dopo Terzia non viene Quadranzia...









Aurummedievalis
KING DAVID PLAYING THE HARP .
FRENCH circa 1277-1286

Bushido - La via del Samurai

Per quanto riguarda le battaglie, quando si presentano poco impegnative, dovremmo mettere gli altri in prima fila. Ma nelle situazioni difficili, anche se di cento volte più critiche, dovremmo essere risoluti ad agire in prima persona.
Shiba Yoshimasa


SIMBOLISMO DELLE BIFORE NELLE CHIESE MEDIEVALI


La bifora, finestra a due aperture separate sorrette da un sostegno verticale centrale, è presente in innumerevoli strutture di epoca medioevale. Al centro della struttura il simbolo della Croce del Calvario evoca il Cristo e il Segno del Figlio dell’Uomo che apparirà in cielo alla fine dei tempi.


Numerose le protomi leonine connesse al Cristo “leone di resurrezione”, le ruote a sei raggi in analogia con il chrisma, l’iconografia di Giano con protomi umane che indicano le diverse età e richiamano il Cristo “che fu, che è e che viene”.


Ulteriori simboli, nella loro varietà, sono connessi al tema della “porta” (“Io sono la porta”, Gv. 10,7-9), al tema mistico delle “porte celesti”, al tema del “due in uno”, della molteplicità che si fonde nell’unità ed evidenziano il rapporto tra la dimensione terrena degli uomini e quella celeste della divinità.




Il popolo dei Rom (gli Zingari), con il suo peregrinare dall'Asia all'Europa, ha tramandato e diffuso una grande tradizione magica legata ai problemi e alle condizioni della vita quotidiana. Nella Magia degli Zingari Leland ci permette di entrare nel fantastico universo degli Zingari e ci offre un vasto panorama della loro tradizione magica anche nelle sue applicazioni pratiche, nelle opere segrete, nelle evocazioni di spiriti semplici, angeli e demoni: incantamenti, fatture, scongiuri, operazioni, formule magiche, ricette contro la mala sorte e il malocchio sono presentate al lettore in modo suggestivo, chiaro e comprensibile. 


The Summer Solstice.

Painting by William Blake: Oberon, Titania and Puck with Fairies Dancing


Joyous Midsummer, Northern Hemisphere folks! 
“Oh, do not tell the Priest our plight,
  Or he would call it a sin;
But--we have been out in the woods all night,
  A-conjuring Summer in!
And we bring you news by word of mouth-
  Good news for cattle and corn--
Now is the Sun come up from the South,
  With Oak, and Ash, and Thorn!”

-R. Kipling

Gioiosa mezza estate, gente dell'emisfero settentrionale! 
"Oh, non dite al sacerdote la nostra situazione,
  o la chiamerebbe peccato;
Ma... siamo stati fuori nei boschi tutta la notte,
  a immaginare l'estate!
E vi portiamo notizie a voce...
  Buone notizie per il bestiame e il grano.
Ora il sole è sorto dal sud,
  con querce, frassini e spine!".



martedì 14 giugno 2022

Claudio Cerasa(direttore del Foglio ) “UNA MAGISTRATURA CON TROPPO POTERE È UN PROBLEMA PER LA DEMOCRAZIA”






Indipendentemente dal raggiungimento del quorum e quindi dall’esito del referendum, perché secondo te il sistema giudiziario ha bisogno di una riforma? Qual è l’urgenza più impellente?

Il sistema giudiziario ha bisogno sicuramente di riforme capaci di far diminuire il peso delle correnti della magistratura, riforme che possano permettere al potere legislativo di non essere costantemente ostaggio del potere giudiziario. Il sistema ha quindi bisogno di avere una vera separazione dei poteri, di avere riforme che non permettano ad un magistrato di indagare chiunque sulla base di teoremi e non di prove. Giovanni Falcone diceva che la cultura del sospetto non è l’anticamera della verità ma è l’anticamera del khomeinismo. Questo è ciò che dovrebbe cambiare. Questo è ciò che dovrebbe essere cambiato. Questo è ciò che dovrebbe essere insegnato alle nuove generazioni. Perché prima ancora delle riforme il punto vero è questo: in Italia ci dovrebbe essere una grande svolta culturale che dovrebbe venire dall’interno della magistratura, le riforme sono sicuramente importanti per gli equilibri del sistema, ma se non saranno i magistrati a capire quali sono i limiti che loro stessi devono porsi, senza capire che è un problema per la democrazia avere una magistratura che ha troppo potere, che non si sa autocontrollare e che vede qualsiasi valutazione esterna come lesa maestà, senza capire tutto questo il nostro Paese, dal punto di vista giudiziario, è completamente fottuto. Un elemento di ottimismo però c’è. Non tanto nel referendum, dove il problema, rispetto ai quesiti sulla giustizia, non è stato un complotto organizzato contro il referendum, ma è stato l’autocomplotto organizzato dalla Salvini e Associati, perché la Lega, come ha ricordato lunedì l’avvocato Gian Domenico Caiazza, non ha mai nemmeno depositato le firme raccolte, perdendo così il diritto alle tribune referendari e perché la stessa Lega che, nei giorni pari si presenta come garantista, nei giorni dispari invita a buttare le chiavi di chi si trova in carcere. L’ottimismo non è qui, ma è in un piccolo dettaglio sfuggito a molti: quando l’Anm, qualche settimana fa, ha convocato lo sciopero generale dopo tanti anni, solamente il 48% degli iscritti ha scelto di aderire. Una percentuale infinitamente più bassa rispetto all’85 per cento delle adesioni raccolto 12 anni fa, ai tempi dell’ultimo sciopero generale.


https://www.glistatigenerali.com/editoria_societa-societa/cerasa-una-magistratura-con-troppo-potere-e-un-problema-per-la-democrazia/

domenica 5 giugno 2022

Dag Hammarskjöld---Tracce di cammino[






Noto per la sue straordinarie qualità diplomatiche, che lo hanno portato nel 1953 a diventare (un po' a sorpresa) Segretario generale dell'Onu, Dag Hammarskjöld risulta da questo diario, che ha suscitato all'atto della pubblicazione peraltro postuma enorme scalpore, una personalità dotata di una fede profonda che sfocia in una autentica tensione "mistica". Proveniente da una famiglia aristocratica svedese, Hammarskjöld ha occupato nella sua nazione ruoli di primo piano nell'ambito della vita economicofinanziaria e politica, rivelandosi un grande servitore dello Stato dotato di altissimo senso morale. La sua attività presso le Nazioni Unite è stata contrassegnata da un impegno singolare e disinteressato per lo sviluppo dei popoli e per la pace, al punto che nel 1961, l'anno della sua morte avvenuta in circostanze misteriose un incidente aereo la cui causa è tuttora oscura nel corso di una missione in Congo gli venne assegnato il premio Nobel per la pace "alla memoria". Un politico e un diplomatico di grande respiro, dunque. Ma, al di là di queste innegabili doti che facevano di lui un personaggio affascinante, ciò che emerge da questa raccolta di pensieri, che ricoprono un arco temporale piuttosto ampio dal 1925 al 1961 e che costituiscono, come si è detto, una sorta di diario, è lo spessore spirituale di un uomo, che non ha mai smesso di coltivare, anche in contesti difficili e dispersivi, la propria vita interiore. Rifacendosi alla lezione dei grandi mistici medioevali e all'imitazione di Cristo, il testo da lui più citato e che portava sempre con sé, Hammarskjöld ci aiuta a penetrare nel vivo dell'esperienza religiosa, che è esperienza di Dio nel profondo di sé, è il sentirsi abitati da Lui, e l'abbandonarsi di conseguenza con fiducia al Suo volere.


Ma egli ci ricorda, nello stesso tempo, che la possibilità di vivere tale esperienza è strettamente dipendente dalla capacità che abbiamo di entrare in noi stessi, di compiere quel viaggio nelle profondità dell'anima che ci mette in condizione di scoprire la nostra identità e di aderire alla nostra vocazione. Ci ricorda, in una parola, che l'incontro con Dio implica la coltivazione di una esperienza di solitudine, che, lungi dall'isolarci dagli altri, ci mette nella condizione di coglierne i veri bisogni e di condividerne le più nobili aspirazioni. Dì qui nasce l'impegno nei confronti della comunità umana che ha contraddistinto l'attività quotidiana di Hammarskjöld. Un impegno che si è tradotto nell'assunzione dell'atteggiamento evangelico del servizio il supporto teorico è l'etica di Albert Schweitzer alla quale egli fa sovente riferimento e che aveva la sua sorgente nella rinuncia alla ricerca del successo personale per mettere al centro il bene degli altri, in particolare di coloro che vivono singoli o popoli in condizione di precarietà e di marginalità sociale: "Esiste veramente solo ciò che è di altri scrive Hammarskjold nel suo diario perché soltanto quel che hai donato sia pure nella gratitudine del ricevere si innalzerà dal nulla che un giorno sarà la tua vita" (p. 58).

°°°

Muore nella notte tra il 17 e il 18 settembre 1961 in un incidente aereo – le cui cause non saranno mai del tutto chiarite – a Ndola (nell'attuale Zambia) nel corso di una missione per risolvere la crisi congolese. L'ipotesi di un possibile attentato al suo aereo, pur non essendo dimostrabile, non è mai stata dissipata.

In quell'anno gli verrà attribuito il Premio Nobel per la Pace alla memoria, "in segno di gratitudine – come dirà la motivazione del Comitato per il Nobel – per tutto quello che ha fatto, per quello che ha ottenuto, per l'ideale per il quale ha combattuto: creare pace e magnanimità tra le nazioni e gli uomini".

l giorno dopo l'incidente l'ex presidente degli Stati Uniti Harry Truman dichiarò alla stampa che Hammarskjöld: "Era sul punto di ottenere qualcosa quando l'hanno ucciso. Notate che ho detto 'quando l'hanno ucciso'." Truman si è sempre rifiutato di fornire ulteriori dettagli o di tornare sull'argomento, ma le sue parole hanno dato adito a sospetti e ricostruzioni alternative per anni.

Le circostanze della sua morte non sono mai state ufficialmente chiarite, ma i dubbi sono ormai radicati nel pensiero di molti storici:

«E ora, dopo quarant'anni, nelle pagine molto interne dei giornali, leggiamo quello che abbiamo sempre saputo: che l'Union Minière condannò a morte (per "incidente aereo") anche Hammarskjöld, il segretario generale dell'ONU, colpevole di opporsi alla secessione del Katanga, preda avita dell'Union Minière» (Luciano Canfora-  Critica della retorica democratica, 2002)
Durante la lavorazione del documentario Cold Case Hammarskjöld del danese Mads Brügger sarebbero emersi nuovi indizi che punterebbero verso un pilota belga, all'epoca al servizio dei ribelli separatisti, su cui già a suo tempo erano circolate voci di un possibile coinvolgimento

***

„Una fiaba da raccontare: quella di una corona che era talmente pesante da poter essere portata solo da chi fosse completamente dimentico del suo splendore.“

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/1545774-dag-hammarskjold-una-fiaba-da-raccontare-quella-di-una-corona-che/

„Nel nostro tempo la via della santità passa necessariamente attraverso l'azione

Abusare della parola equivale a disprezzare l'essere umano. Mina i ponti, avvelena le fonti.


„Solo la mano che cancella può scrivere la verità.“



Non possiamo permetterci di dimenticare nemmeno l'esperienza più penosa.“

Merita il potere solo chi ogni giorno lo rende giusto