domenica 3 gennaio 2021

The New Pope L'Ultimo Angelus di Giovanni Paolo III






Anche i Papi dagli occhi bistrati piangono. Perché, infine comprendono che la loro forza abita nella loro debolezza. La tortuosa e perigliosa strada verso la pace intrapresa da Sir John Brannox arriva finalmente a destinazione. Come un consumato istrione, Giovanni Paolo III sa bene come andare in scena. E dal palco privilegiato di Piazza San Pietro, il giorno dell’Angelus, il momento in cui si santifica il mistero dell’incarnazione, il nuovo pontefice rivela la propria natura. Un uomo tra gli uomini. Un Peccatore tra i peccatori. Persino il più ostinato tra i miscredenti può comprendere quanto il peso di Dio abiti nelle frasi pronunciate da Sir John. Incorniciato dai panneggi di velluto rosso, il capo della Chiesa, in virginale abito bianco, al pari di Charles Baudelaire, mette il proprio cuore a nudo e ricorda “Le ragazze che ci hanno snobbato. I ragazzi che ci hanno abbandonato. Gli estranei che ci hanno ignorato. I Padri e le madri che ci hanno equivocato. Tutti i lavori che ci hanno negato. I Maestri che hanno dubitato di noi. I bulli che ci hanno picchiato. I fratelli che ci hanno deriso. Gli amici che ci hanno lasciato soli. I conformisti che ci hanno allontanato. I baci che ci sono stati negati perché nessuno ci vedeva.” Sir John sa che essere è essere percepiti e la percezione, Bauer insegna, è tutto. Non c’è gerarchia né dolore, la sofferenza non è uno sport. Tra anoressia e bulimia tra acne e smagliature, tra calvizie e obesità, Giovanni Paolo III ha il coraggio di sprofondare nell’abisso della nostra insignificanza, della nostra imperfezione. Lo strazio di non appartenere a niente, l’afflizione di essere meno di zero.  Ma se non si fa parte del mondo, è tempo di essere contro il mondo. Bisogna percepirsi come la soluzione e non più come il problema. Trovare il proprio posto. E per il Papa quel posto è la Chiesa. Siamo tutti miserabili rottami. Ma mai più verremo dimenticati."


https://tg24.sky.it/spettacolo/serie-tv/2020/02/07/-the-new-pope-episodio-9-recensione 

sabato 2 gennaio 2021

I Versi aurei di Pitagora TESTO GRECO e traduzione italiana a cura di https://www.visionealchemica.com/i-consigli-o-versi-aurei-di-pitagora/

 

 



TESTO  GRECO IN PDF   sta in


https://www.facebook.com/groups/2891067971119411/permalink/3469949613231241

file:///Users/A2-14/Downloads/pitagora_-_versi_aurei%20(1).pdf


i link citati presentano anche una traduzione italiana  .Non può essere trasferita  con il  sistema  del "copia ed incolla "


Venera anzitutto gli Dei immortali secondo la legge, e serba il giuramento.

Onora poi i radiosi Eroi divinificati e ai daimoni sotterranei offri, secondo il rito.

Anche i genitori onora e chi a te per sangue sia più vicino.

Degli altri, fatti amico chi per Virtù è il migliore imitandolo nel calmo parlare, nelle azioni utili.

Per lieve colpa, non adirarti con l’amico sinché tu lo possa. Presso il potere vige la necessità.

Queste cose sappi, e queste altre domina: il ventre anzitutto e. così pure sonno, sesso e collera.

Non far cosa che sia turpe in faccia ad altri o a te stesso; ma soprattutto rispetta te stesso.

Poi con le opere e la parola esercita la giustizia.

In ogni cosa, di agir senza riflettere perdi l’abitudine.

Delle ricchezze e degli onori, accetta ora il venire, ora il dipartirsi.

Di quei mali, che per daimonico destino toccano ai mortali, con animo calmo,

senz’ira sopporta la tua parte pur alleviandoli, per quanto ti è dato: e ricordati che non estremi sono quelli riservati dalla Moira al Saggio.

Buono o cattivo può essere il parlare degli uomini; che esso non ti turbi, non permettere che ti distolga. E se mai venisse detta falsità, ad essa calmo opponiti.

Ciò che inoltre ora ti dirò, in tutto osservalo: che nessuno, con parole o con atti,

ti porti a dire o a fare cosa che per te non sia il meglio.

Prendi consiglio prima di agire a che non ne seguano effetti funesti.

Fare o dire cose futili e sciocche è da uomo misero; tu, invece, fa cose di cui non abbia a pentirti.

Nulla, dunque, di cui non sappia; scorgi quel che davvero ti è necessario – e felice sarà la tua vita.

Non conviene trascurare la salute del corpo.

Nelle bevande, nel cibo, negli esercizi ginnici serba misura. La misura, dico, che da ogni turbamento ti preserverà.

Abituati ad una vita monda e priva di mollezze e astienti dal far ciò che attira l’invidia.

Non spendere avventatamente, come chi ignora quel che vale, senza però essere gretto:

la misura in ogni cosa è la perfezione.

Fa dunque quel che non ti nuocerà, riflettendo bene prima di agire.


Dalla dolcezza del sonno sorgendo fissa con cura tutto ciò che nella giornata farai, e [a sera] i tuoi occhi, ancorché stanchi, non accolgano il sonno senza esserti prima chiesto quel che facesti: Dove son stato? Che cosa ho fatto? Che cosa ho omesso di quel che avrei dovuto fare? Cominciando dalla prima azione fino all’ ultima, e di nuovo tornandovi.

Se hai compiuto cose, spregevoli, correggiti; se hai rettamente agito rallegrati.

Queste cose sforzati di fare, a queste cose applicati, con fervore.

Ed esse ti metteranno sulla via della virtù divina. Sì, per colui che nella nostra anima trasfuse la Tetrade, fonte perenne della natura!


Inizia dunque l’opera, ma prima gli Dèi invoca, a che te la portino a compimento.

Da tutto ciò reso forte, degli Dèi immortali e degli uomini mortali conoscerai l’essenza

e come ogni cosa si svolge e giunge al termine.

Conoscerai anche come sia legge una Natura uguale a sè stessa in tutte le cose.

Così non avrai vani desideri, e nulla ti resterà celato. Saprai che gli uomini soffrono mali da loro stessi scelti. infelici che, avendolo vicino, il bene non vedono né intendono! Pochi conoscono il modo di liberarsi dai mali: a tal segno la Moira offusca la mente dei mortali!

Come trottole qua e là sono sospinti tra urti senza fine.

Funesta loro compagna, una congenita, inconscia irosità li mena a rovina,

irosità alla quale conviene tu non dia esca, né che ad essa resista, ma che devi scansare. Zeus padre, da tanti mali libereresti certamente gli uomini se rivelassi loro quale sia il loro vero daimone!

Ma tu confida, perchè divina è la razza di quei mortali cui la sacra natura manifestandosi parla. Se in te v’ è alcunchè di quella razza, riuscirai in ciò a cui ti esorto. Avendo risanata la tua anima da quei mali la libererai.

Astienti però dai cibi di cui ti dissi. E abbi intelletto, e nelle purgazioni, e nella liberazione dell’anima.Ogni cosa osserva, distingui e valuta, l’intelletto dall’alto eleggendo per guida adeguata. Allora, lasciato il corpo, salirai al libero etere.

Sarai un dio immortale, incorruttibile, invulnerabile.



Nota:

https://www.civico20news.it/sito/articolo.php?id=15541


La tetraktýs (dal greco τετρακτúς, più comunemente traslitterato tetraktys o anche tetraktistetractystetractis) o numero quaternario rappresentava per ipitagorici la successione aritmetica dei primi quattro numeri naturali (o più precisamente numeri interi positivi), un «quartetto» che geometricamente «si poteva disporre nella forma di un triangolo equilatero di lato quattro», ossia in modo da formare una piramide che sintetizza il rapporto fondamentale fra le prime quattro cifre e ladecade: 1+2+3+4=10. «A dimostrazione dell'importanza che il simbolo aveva per Pitagora [c. 575 a.C. - c. 495 a.C.], la scuola portava questo nome e i suoi discepoli prestavano giuramento sulla tetraktys

venerdì 1 gennaio 2021

Ti si raffredda la colazione!




Studente zen: “Ebbene, Maestro, l’anima è immortale, oppure no? Noi sopravviviamo alla morte del corpo, oppure veniamo annientati? Ci reincarniamo veramente? La nostra anima si dissolve e si divide in elementi che vengono riciclati, oppure entriamo, in quanto singola unità, nel corpo di un organismo biologico? Inoltre, conserviamo i nostri ricordi, oppure no? È forse falsa la dottrina della reincarnazione? È forse più giusta la nozione cristiana della resurrezione? E se è così, si risorge in quanto corpi, oppure la nostra anima entra in una sfera spirituale meramente platonica?”

Maestro: “Guarda che ti si raffredda la colazione.”


https://francescodipalo.wordpress.com/2015/03/23/ti-si-raffredda-la-colazione/

mercoledì 30 dicembre 2020

tradurre i testi secondo il principio dell'equivalenza dinamica. La Bibbia della Gioia Nuovo Testamento e Salmi

 




Camminando (utilizzando anche il mio fraterno amico,fratello bastone) lungo le periferie,anche le più estreme,del territorio di casa mia  e fino alle periferie anche le più estreme della macro-aggregazione (oltremodo liquida e fortunatamente non unitaria)  della cristianità mi sono imbattuto nel  metodo di per  sè laico  di tradurre  i testi  come "equivalenza dinamica rispetto al testo originario"  In sè  il disvelamento del metodo è un pò complesso e quindi con sommessa pazienza  ho iniziato a leggere notizie e recensioni  a riguardo .Ho riscontrato  che "Eugene Nida (Oklahoma City, 11 novembre 1914 – Madrid, 25 agosto 2011) è stato un linguista e traduttore statunitense, sviluppò la teoria delle equivalenze dinamiche nella traduzione della Bibbia, è considerato uno dei fondatori della moderna Scienza della traduzione."

https://it.wikipedia.org/wiki/Eugene_Nida


Al momento  ho compreso soltanto 

"L'ideazione di questa teoria nacque come reazione alle traduzioni filologiche della Sacra Scrittura presenti nel panorama letterario del tempo. Egli le considerava troppo vicine al linguaggio originale e quindi poco utili ai suoi scopi di evangelizzazione perché non comune al ricevente. Ciò che interessava a Nida, infatti, non era rendere accuratamente le parole e le strutture grammaticali del testo fonte ma era riuscire a veicolare il messaggio tramite espressioni che fossero funzionali al ricevente della traduzione, chiamato anche lettore target. In altre parole, lo scopo della traduzione doveva essere quello di produrre nel lettore target lo stesso effetto che il testo fonte aveva sul lettore della lingua di origine. Nel caso dell'equivalenza dinamica quindi, la traduzione non è orientata a mantenere l'accuratezza grammaticale dell'originale, ma è animata dal desiderio di trasportare il messaggio adeguandolo alle aspettative e ai bisogni del lettore target, che leggendo il testo tradotto lo troverà affine alla sua cultura e perciò naturale."


Tuttavia all'interno della  bibliografia e nell'ottimo sito

https://www.laparola.net/   ho riscontrato  l'esistenza di una traduzione del Nuovo Testamento e dei Salmi denominata "Bibbia della Gioia"   costruita  secondo il metodo dell'equivalenza dinamica"


"La Bibbia della Gioia è una traduzione in linguaggio corrente del Nuovo Testamento dei Salmi basata sulla "equivalenza dinamica", realizzata grazie al desiderio di un  papà che ha voluto far conoscere ai propri figli l'amore di Dio."


Quindi  sull'ottimo sito già segnalato  ho cercato e riscontrato i brani del NT dalla Bibbia della Gioia.

Per amor del cielo...Non si tratta di traduzione  ecclesialmente autorizzata (e forse questa è la sua forza)  ma un minimo di comparazione come  circuitabilità potrebbe essere  fatto


 Allora  capitolo 1,versetti 1-14 del Vangelo di Giovanni (le Chiese cristiane di Occidente cantano la pericope nella Santa Messa della Notte di Natale, le Chiese cristiane ortodosse cantano la pericope nella Divina Liturgia della Pasqua di Resurrezione )


Testo greco 

https://www.bibbiaedu.it/GRECO_NT/nt/Gv/1/?compareto=CEI2008

1 Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος, καὶ ὁ λόγος ἦν πρὸς τὸν θεόν, καὶ θεὸς ἦν ὁ λόγος.

1,2 οὗτος ἦν ἐν ἀρχῇ πρὸς τὸν θεόν.

1,3 πάντα δι’ αὐτοῦ ἐγένετο, καὶ χωρὶς αὐτοῦ ἐγένετο οὐδὲ ἕν. ὃ γέγονεν

1,4 ἐν αὐτῷ ζωὴ ἦν, καὶ ἡ ζωὴ ἦν τὸ φῶς τῶν ἀνθρώπων·

1,5 καὶ τὸ φῶς ἐν τῇ σκοτίᾳ φαίνει, καὶ ἡ σκοτία αὐτὸ οὐ κατέλαβεν

1,6 Ἐγένετο ἄνθρωπος ἀπεσταλμένος παρὰ θεοῦ, ὄνομα αὐτῷ Ἰωάννης

1,7 οὗτος ἦλθεν εἰς μαρτυρίαν, ἵνα μαρτυρήσῃ περὶ τοῦ φωτός, ἵνα πάντες πιστεύσωσιν δι’ αὐτοῦ.

1,8 οὐκ ἦν ἐκεῖνος τὸ φῶς, ἀλλ’ ἵνα μαρτυρήσῃ περὶ τοῦ φωτός.

1,9 ἦν τὸ φῶς τὸ ἀληθινὸν ὃ φωτίζει πάντα ἄνθρωπον ἐρχόμενον εἰς τὸν κόσμον.

1,10 Ἐν τῷ κόσμῳ ἦν, καὶ ὁ κόσμος δι’ αὐτοῦ ἐγένετο, καὶ ὁ κόσμος αὐτὸν οὐκ ἔγνω.

1,11 εἰς τὰ ἴδια ἦλθεν, καὶ οἱ ἴδιοι αὐτὸν οὐ παρέλαβον

1,12 ὅσοι δὲ ἔλαβον αὐτόν, ἔδωκεν αὐτοῖς ἐξουσίαν τέκνα θεοῦ γενέσθαι, τοῖς πιστεύουσιν εἰς τὸ ὄνομα αὐτοῦ,

1,13 οἳ οὐκ ἐξ αἱμάτων οὐδὲ ἐκ θελήματος σαρκὸς οὐδὲ ἐκ θελήματος ἀνδρὸς ἀλλ’ ἐκ θεοῦ ἐγεννήθησαν.

1,14 Καὶ ὁ λόγος σὰρξ ἐγένετο καὶ ἐσκήνωσεν ἐν ἡμῖν, καὶ ἐθεασάμεθα τὴν δόξαν αὐτοῦ, δόξαν ὡς μονογενοῦς παρὰ πατρός, πλήρης χάριτος καὶ ἀληθείας·


TRADUZIONE IN ITALIANA DAL NUOVO TESTAMENTO DELLA BIBBIA DENOMINATA "Nuova Riveduta"


1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 2 Essa era nel principio con Dio. 3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 5 La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno sopraffatta.

6 Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. 7 Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui. 8 Egli stesso non era la luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce. 9 La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. 10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l'ha conosciuto. 11 È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto; 12 ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio.

14 E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre


La "Nuova Riveduta ta. 1994, revisioni 1997, 2002, 2006. In continuità con la Riveduta Luzzi del 1924, in quanto questa versione della Bibbia è stata realizzata partendo da una revisione della Bibbia di Giovanni Luzzi da parte della Società Biblica di Ginevra e pubblicata per la prima volta nel 1994. A questa revisione hanno partecipato Bruno Corsani, Bruno Costabel e Salvatore Rapisarda; successivamente è stata ulteriormente rivista...È una Bibbia molto diffusa nel mondo protestante, evangelico ..."

https://it.wikipedia.org/wiki/Nuova_Riveduta


TRADUZIONE  BIBBIA DELLA  GIOIA

1 Prima che esistesse qualsiasi altra cosa, c'era Cristo. 2 Egli era con Dio. Vive da sempre, ed egli stesso è Dio. 3 Egli ha creato tutte le cose; non c'è nulla che non sia stato fatto da lui. 4 In lui c'è la vita eterna, e questa vita dà luce a tutta l'umanità. 5 La sua vita è la luce che splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno ricevuta.

6 Dio mandò Giovanni Battista per testimoniare che Gesù Cristo era la vera luce. 7  8 Lo stesso Giovanni non era la luce; era soltanto un testimone, che poteva riconoscerla e parlarne, perché tutti credessero. 9 Veniva nel mondo colui che è la vera luce per illuminare ogni essere umano.

10 Benché fosse stato lui a creare il mondo, il mondo non lo riconobbe, quando venne.

11 Non fu accettato neppure nel proprio paese, fra la sua gente, i Giudei. Soltanto pochi l'avrebbero accolto e ricevuto. Ma a tutti quelli che lo hanno accolto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio. Tutto ciò che devono fare è credere che Cristo è la loro salvezza. 12  13 Chi crede in questo, nasce di nuovo. Non si tratta di una rinascita fisica, risultante da un progetto dell'uomo, o dalla sua passione, ma di una nascita spirituale per volontà di Dio.

14 E Cristo divenne uomo e visse qui sulla terra, fra noi, pieno di grazia e di verità. E alcuni di noi hanno visto la sua gloria, la gloria del Figlio unico del Padre Celeste.


https://www.laparola.net/testo.php


PS le recensioni che sto raccogliendo  indicano che il metodo dell'equivalenza dinamica   è  anche orientato a tradurre non solo testi biblici  

sabato 26 dicembre 2020

LOGOS E OSCURITÀ Dario Chioli 21/12/2020


Giorgione, Adorazione dei pastori, National Gallery of Art, Washington, D. C.

http://www.superzeko.net/doc_dariochioli_saggistica/DarioChioliLogosEOscurita.pdf?fbclid=IwAR0ckqxzSrTWJHlMKS7FGVzgAZc4aGmc58WTyCPAqWLRLUGyXzUc7z1WQg0


Quello che sarà chiaro a tutti se appena ci riflettono, è che il Logos si fece carne avvolto dall’oscurità, in una stalla-1-, lontano dai potenti e dai sapienti della sua nazione.

Solo gli animali, forse-2-, oltre a sua madre e suo padre, lo videro nascere. E solo i pastori furono avvertiti della sua nascita-3 -e, di lungi, i sapienti di Zoroastro, i Magi -4.-

E i pastori erano segno della sua missione di Buon Pastore, e i Magi della sua missione di Cosmocràtore  -5-

La tradizione ebraica fu rappresentata dal Giuseppe il Giusto, il custode della sacra fami-glia, e da Maria, incarnazione anagogica del Tempio in cui si pronuncia il Santo Nome di Dio.

La terra fu presente con la stalla, con gli animali, con i pastori.

Il cielo fu presente a Betlemme con gli angeli, con il cielo stellato, con i Magi che vi giunsero decrittandone le indicazioni -6-

Ma il parto della Vergine si svolse nell’oscurità - 7- .

Tale oscurità fu sospesa, solo per poco, dall’adorazione dei pastori e da quella dei sapienti, e pur tuttavia questa sospensione costò molto: costò la vita dei Santi Innocenti sterminati da Erode-8- .


Circa trent’anni dopo, la rimozione finale di questa oscurità – la resurrezione di Gesù dopo la sua crocifissione – trasformò il mondo ma costò, per mano dei romani, la vita e la libertà a molti ebrei, il loro esilio e la loro perdita di Gerusalemme  -9-

La manifestazione del Logos non porta infatti la pace, ma la spada-10.-

È vero che l’uccisione del Logos è inefficace, anzi provvidenziale, per il Logos stesso, Gesù infatti risorge e risorgendo compie la sua missione. Ma se è vero che è necessario che lo scandalo avvenga, guai tuttavia a chi lo ha messo in atto -11-; di lì a poco infatti – quarant’anni, il tempo del pentimento – chi non si è pentito e cerca ancora il Messia che è già venuto, viene rimosso dalla sua casa, spinto schiavo in esilio, sottomesso per secoli ai suoi nemici.

Chi aveva capito, chi aveva accettato, non era più a Gerusalemme quando venne abbattuta e resa deserta.

Israele per il cristiano fu da allora un vecchio e venerabile nome ereditato dalla comunità cristiana, il preludio veterotestamentario alla neotestamentaria manifestazione del Logos.

Questo non è naturalmente il punto di vista degli attuali ebrei, cioè di quella parte di essi che ha mantenuto questo nome invece di assumere quello cristiano.

Non si può del resto imputare loro nulla, sono fedeli alla propria santa tradizione e per la maggior parte non discendono da chi invocò la morte del Cristo, e poi Cristo perdonò tutti e non si può far la vendetta di chi perdonò, né sulla progenie dei condannatori né, a maggior ragione, su coloro – la maggior parte, forse tutti – che progenie non ne sono.

E Gesù stesso era ebreo, ebrea sua madre, ebreo Giuseppe, ebrei gli apostoli. Chi insulta gli ebrei insulta Gesù, chi pretende di vendicarsi sugli ebrei si vendica sui parenti di Gesù e sui suoi più intimi amici, rinunciando inoltre – e non è poca cosa – alla possibilità di usufruire delle innumerevoli ricchezze spirituali di cui è ancor oggi detentrice la tradizione ebraica, che è destinata infine a ricongiungersi nella sua totalità a quella cristiana con mutuo arricchimento.

Infatti i doni di Dio non sono mai stati revocati a Israele, sicché l’israelita, che è stato crocifisso nella diaspora e nella persecuzione, è di fatto fratello del cristiano, e vale allora per ambedue la parola divina: «Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima   a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono»-12-

Senza riconciliazione dei cuori, infatti, la Presenza di Dio entra difficilmente in essi.

Inizialmente, quando cominciò a predicare, Gesù sembrava probabilmente un classico rabbi che predicasse ai suoi correligionari. Ma col passar del tempo la cosa evolvette; respinto da molti suoi conterranei, allargò il raggio d’azione ai gentili finché non spinse ad-dirittura i suoi discepoli, dopo la resurrezione e la discesa del Santo Spirito nella pentecoste, all’evangelizzazione di tutti i popoli.

Ecco, l’Israele del tempo aveva raggiunto l’Israele eterno, e in ciò s’era congiunto con il Cristianesimo eterno, cioè con la via di salvezza universale, per tutte le genti in buona fede.

È questo che Gesù – Logos salvatore – ci insegna: la via universale, che tutto il bene, tutti i simboli del bene, tutte le azioni del bene ingloba, mentre respinge tutto il resto, tutte le leggi e i valori del mondo.

Maree di parole vuote sommergono, oggi come ieri, il mondo, lo rendono profano, oscurato.

Speriamo che questo oscuramento sia preludio alla nascita del Logos, non al massacro degli Innocenti o all’abbattimento del Tempio.

Perché accada questo, bisogna impegnarsi a combattere contro il male, non accettarlo con acquiescenza.

Ma si può combattere il male solo dopo che il Logos sia nato in noi, bestie mute, dandoci l’eloquio e l’intelletto adatti.

Questa è la vera nascita, il vero Natale. La scoperta della spada del Verbo con cui combatteremo il male nell’agone spirituale.

Solo per questa via ci s’incammina alla resurrezione, dove il male non ha più luogo, dove l’incarnazione di Cristo è compiuta.

Possa farsi manifesto e sostare per sempre nel nostro cuore il Signore del mondo


NOTE

1 Luca 2,1-16. 

2 Del bue e dell’asino non parlano i vangeli canonici, ma solo gli apocrifi.

3 Luca 2, 8-20.

4 Matteo 2,1-16.

5 Signore cioè di tutto l’universo, non del solo Israele.

6 Della stella di Gesù sono state date tante interpretazioni. In Matteo 2,1-2 è scritto: «Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”», mentre in Matteo 2,9-10 si dice: «Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima». Ora, varie ipotesi sono state fatte o sono possibili: 1) un miracolo, ma un miracolo che dura così a lungo per tanta gente non è cosa molto credibile; 2) una congiunzione perfetta di Giove e Saturno, ma non sembra corrispondere al testo che parla di una stella al singolare; 3) l’esplosione di una supernova o l’apparizione di una cometa, la cui esistenza è però solo ipotetica; 4) una particolare configurazione astronomica che coinvolga un pianeta maggiore tradizionalmente legato alla regalità, e sembra l’ipotesi più credibile.

In ogni caso il testo evangelico sembrerebbe implicare un corpo celeste che si muove da oriente a occidente e staziona sopra la Giudea vicino a Betlemme, il che può implicare – sia nel caso di una cometa o di una supernova che nel caso più probabile di un pianeta maggiore che si muova su configurazioni astromantiche particolarmente favorevoli – il fatto che tale astro dia l’impressione di fermarsi per il periodo che, osservando da un punto di vista geocentrico, è necessario a invertire la rotta e diventare retrogrado o smettere di esserlo, in un punto del cielo corrispondente astrologicamente a Betlemme o comunque alla Giudea. Ora, secondo la Tetrabiblos di Claudio To-lomeo, alla Giudea corrispondono l’Ariete e Marte (II.3,29.31 e 4,2). Bisognerebbe dunque, se si volesse dar credito a questa ipotesi, indagare a partire da qui le configurazioni celesti degli anni 7-4 a.C. Ma non so se vi siano oggi astrologi in grado di farlo; a giudicare dai loro continui fiaschi predittivi non direi. Del resto i Magi erano ispirati dalla loro sacra tradizione, non collaboravano per pochi soldi alle pagine di qualche giornaletto di oroscopi.

7 Ed egualmente nell’oscurità, sorretti solo dalla maternità di Dio, si compie la nascita del Logos in noi.

8 Matteo 2,16-18. 

9 Tito distrusse il Secondo Tempio nel 70, Masada fu presa nel 73. Nel 135, al termine delle guerre giudaiche, la Giudea era deserta di ebrei e Gerusalemme si chiamava da sessant’anni Aelia Capitolina.

10 Matteo 10,34-36: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa». Dispiacerà forse a molti questa considerazione, pur tuttavia è evidente che l’instaurazione di una nuova tradizione ha sempre comportato effetti anche assai violenti.

11 Matteo 18,7: «Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo!»

12 Matteo 5,23. 

domenica 20 dicembre 2020

Celtic, Renaissance and Medieval Trims https://www.facebook.com/CelticTrims/





"I love the forest. It is the place where you hear yourself better."
- Fahadh Faasil




Detail from the Alchemical and Rosicrucian Compendium.




Floors Castle, Kelso, Roxburghshire, Scotland.








'Blarney Castle, Ireland' landscape painting by Hall Groat.






cottage in Rievaulx, North Yorkshire, England.












Artist: IgnisFatuus.



'Nyx Greek Goddess of the Night' by Emily Balivet.




Celtic Dragon Curtain